Già nel 1575 si ha notizia di un mulino vecchio di S. Claudio, distrutto, probabilmente esistente sul Crostolo vecchio tra S. Stefano e Porta Brennone (1). Il nuovo mulino compare agli inizi del Seicento (2). I mulini di S. Claudio e della Roncina furono poi venduti da Gaetano Canossa (a cui erano pervenuti in eredità Scaioli) alla Congregazione dell'Abbondanza di Reggio con rogito di Cesare Bandieri del 26. 5. 1728 (3). E' infine censito dalla carta idrografica d'Italia nel 1888, insieme ad un torchio, ed alimentato dal Canale Ducale d'Enza (4). A fianco del mulino è visibile un edificio rurale ad elementi giustapposti con porta morta mentre all'angolo con via Rosselli figurava fin dall'Ottocento una maestà. Presso il nuovo ponte sul Crostolo rimane l'antico cimitero degli Ebrei.
Recentemente, il vecchio mulino è stato trasformato in un complesso residenziale. Restano poce tracce della primitiva funzione.
(modificato d'ufficio il 25 agosto 2011)