| | Nucleo ad impianto indifferenziato arroccato sui pendii alla destra del torrente Campola. Da una carta degli archivi parmensi sappiamo che la chiesa di Canossa possedeva nel 1116 ""in Surdillio mansos duos"" (1). Il territorio di Sordiglio dopo aver fatto parte per anni del feudo del castello di Paullo fu trasformato il 15 febbraio 1636 in feudo autonomo, comprendente anche Banzola, Susineta, Squassata, Fornace, Il Monte ed assegnato al conte Bosio di Reggio (2). Nel corso degli anni si aggiunsero le località i Boschi e la Basina. I Bosio tennero il feudo sino al 1679 anno in cui la contea passò ai Parisetti di Reggio Emilia (3). Al conte Paolo Parisetti si deve la costruzione dell'oratorio di Sordiglio nel 1697 (4). La famiglia Parisetti tenne il feudo sino alla soppressione nel 1796. Alla fine del Settecento Sordiglio contava 182 abitanti (5). Nel periodo napoleonico, esattamente nel 1805, Sordiglio era la sede del comune comprendente le località finitime e nominato comune di Sordiglio. Nel 1811 il territorio di questo comune fu diviso in due parti assegnate rispettivamente a Quattro Castella e a Querciola. Sordiglio come tutto il paullese passò nel 1860 a far parte del nuovo costituito comune di Casina (6). Nel borgo si sono conservate in gran parte le caratteristiche ambientali ed architettoniche originarie. Ai lati della strada che lo attraversa è un vasto piazzale dell'antica corte. Vi si prospetta l'oratorio secentesco (1697) dedicato alla Decollazione di S. Giovanni Battista. Esso apparteneva come abbiamo visto ai Conti Parisetti che lo donarono agli abitanti del luogo. Ha una struttura in pietra con fronte a capanna, portale architravato con piattabanda in laterizio, riquadro superiore e soffittino di gronda sagomato. All'interno, sulla porta d'ingresso è scritta l'epigrafe: ""CO. Paulus Parisettus - anno 1696 - D. S. G. B. V. P. - F. R. anno 1791"" (le iniziali maiuscole significano: Dicatum S. ti Giovanni (ic) Baptistae Venerabili Praecursori). A lato è visibile un fabbricato rustico, l'antica casa Amari, con portico ad arco a due luci ed una torre colombaia con coperto a quattro falde; un cordolo lineare di colombaia spezzato corre all'intorno su tre prospetti. Altri parziali elementi attribuibili ai secoli XVII-XVIII rimangono nelle diverse unità edilizie. Il Cremona-Casoli nella sua visita del 1941 vi riscontrava diverse torri colombaie ed alcune pietre scolpite con grossolani rilievi; tra questi figura ancora esistente una Madonna con il Bambino in bassorilievo, di buona fattura imbiancata con l'intonaco della facciata. La visita citata ci riporta ancora diverse notizie di dipinti a fresco quali una Madonna con aureola di carattere quattrocentesco, un Sant'Antonio Abate di fianco alla stessa Madonna a guisa di dittico ed ancora una Madonna con il Bambino coronati entrambi con triregno forse riproduzione della Madonna di Oropa o di Montenero (7). |