Agli inizi del sec. XIX l'opificio apparteneva al Sig. Lombardini Giovanni per recente acquisto fattone dalla Congregazione della Carità di Modena; era costituito da cinque palmenti comuni da cereali oltre ad una grolla e torchio da olio azionati da una turbina americana e da quattro ruote verticali a pale piane(1). L'opificio è riportato nella Carta idrografica d'Italia del 1888 insieme ad un torchio alimentato dalle acque del Canale d'Enza(2). Notabile l'impianto di sollevamanto realizzato tra gli anni '20 e '30 del Novecento sul canale di Correggio a potenziamento del sistema idraulico della bassa pianura. Il fabbricato evidenzia un alto corpo a ponte sul canale con due livelli caratterizzati da ampie finestrature, da cornici marcapiano, paraste e decorazioni.