| | A quota 750 si apre una grotta intitolata a Ferdinando Malavolti. Lavori di sgombero per facilitare l'accesso alla cavità hanno evidenziato un ""sottoroccia"" intasato da materiali di diverse dimensioni con un terreno di colore scuro contenente ossa di animali e frammenti ceramici. Ai piedi di un pinnacolo roccioso posto a poche decine di metri dalla grotta, a partire dal 1955, sono stati condotti numerosi scavi con metodo non sempre rigoroso. Nel complesso è stata messa in luce una stratigrafia formata da un livello con materiale medievale e romano ed un secondo livello con materiale dell'età del ferro e protovillanoviani. Questi due strati antropici erano separati in alcuni punti da un livello sterile. All'interno poi dello strato riferibile al bronzo finale sono stati evidenziati un focolare ed un fondo di capanna (1). Il vicino oratorio di S. Michele figura unito nel 1351 alla chiesa di S. Apollinare di Casteldaldo. L'unione delle due chiese è ancora registrata nel 1538 come dipendenti dalla Pieve di S. Vitale di Carpineti (2). L'edificio, in totale abbandono, presenta una semplice pianta ad aula con facciata a capanna orientata liturgicamente. Il portale architravato è affiancato da due finestrelle strombate. Il paramento è in pietra con conci angolari parzialmente rifiniti. |