| | Vi si trovava la Chiesa parrocchiale di S. Stefano fondata nel 1365, poer sostituire, fuori del borgo fortificato, la Chiesa di S. Antonio Abate, rimasta all'interno della città. Doveva situarsi a poche decine di metri a nord-ovest del mulino. Nei presi si trovava l'antico portichettò che costituiva il solo gruppo dicase oltre la linea dei terrapieni. La Chiesa non doveva essere molto grande e quando nel 1620 fu trasformata in sussidiaria con il titolo di S. Agostino, aveva solo tre altari. Gli agostiniani vi organizzarono un piccolo convento e la Chiesa restaurata a causa dei danni subiti per la instabilità del terreno ed il progressivo cedere delle fondazioni. Nel 1652 il Convento fu soppresso e poco dopo demolito. La Chiesa è ancora rinnovata nel 1751. Fu sconsacrata nel 1738 e successivamente ridotta, dopo varie trasformazioni, a casa di abitazione (1). Il mulino è chiaramente indicato nella cartografia settecentesca ed azionato probabilmente da tre ruote verticali; a ponente del canale si trovava un fabbricato minore, con due ruote verticali, adibito a follo (2). L'impianto è ancora censito nella carta idrografica d'Italia del 1888 che vi riscontra anche un torchio e la lavorazione del riso (3). Attualmente è visibile l'ampio fabbricato a pianta quadrangolare con tetto a quattro falde. |