| | Il mulino è segnato nella carta topografica del Ducato Estense del 1822-28. E' riportato nella carta idrografica d'Italia del 1888 insieme ad un torchio, alimentato dalle acque del Canale d'Enza (1). Agli inizi del sec. XX apparteneva al Sig. Cav. Avv. Giovanni Paglia ed era costituito da tre palmenti comuni da cerali azionati da quattro ruote idrauliche orizzontali a ritrecine(2). E' notabile il fabbricato del mulino all'incrocio della via Canale di Reggio con la via Gazzata. La parte più antica sviluppa una struttura a pianta quadrangolare articolata su due livelli con copertura a quattro falde. Notabile sul prospetto di levante l'ampio riquadro affrescato con lo stemma della casata di S. Martino in Rio Estense. Gli si affianca un corpo minore con porticato a tre luci a sesto ribasato sul lato di ponente. Nella località, presso il mulino, si segnala anche un casino civile a pianta quadrata su tre livelli coperto a padiglione; le luci sono regolari e simmetricamene distribuite. In angolo tra la via Stradone con via del Bosco rimane una maestà a pilastrino di fattura novecentesa, con nicchia voltata e frontispizio superiore, dedicata alla Beata Vergine. Infine in angolo alla via Forche sorge un edificio a corpi congiunti su tre livelli con copertura a due falde a colmo differenziato. Il civile ha ingresso arrchivoltato e luci regolari simmetricamente distribuite. |