| | Il Fabbi cita un documento del 985 con cui si nomina un certo Teuzo ""de Monticelli"" figlio di Ermengarda (1). Forse vi si riferisce il ""Montesellum"" riportato in una carta del 1156 come dipendente della Corte di Bianello (2). Vi sarà soggeto nel 1472 (3) ed ancora alla fine del Settecento come feudo Gabbi (4). Diverse sono ancora le tipologie e gli elementi di interesse tra cui si segnala un fabbricato con evidenti caratteristiche signorili. Non è escluso possa essere l'antica casa dei Gabbi, ricordata dal Balletti (5), davanti alla quale era una pozzo con un mattone siglato ""Fuso, post- fata, resurgo - 1721"". L'edificio presenta una ampia pianta quadrata, con paramento a leggera scarpa, sviluppata su tre livelli, sottotetto in pietra e coperto a tre falde. Le luci sono regolari e simmetricamente distribuite. Probabilmente era articolato in un complesso a corte comprendente anche l'attiguo rustico su cui è visibile una maestà in nicchia. Nel nucleo centrale del borgo si può notare un sottoportico ad arco, una maestà della Beata Vergine con il Bambino, un pregevole rustico con balchio e scala coperta, oltre a diverse tipologie rurali di interesse. |