| | Forse è da identificarsi con la villa ""Montibus"" sotto il feudo di Sarzano citata nel trattato del 1373 tra Guido Fogliani e Bernabò Visconti (1). Alla Stella, presso la deviazione della strada è posta una maestà della Regina Pacis. Il borgo è situato sui rilievi sud-orientali del monte Ferri da cui talora riprende la denominazione. E' uno dei più rilevanti nuclei dell' appennino reggiano. La località è divisa in due gruppi di case: quello più a settentrione, ove sono case più moderne e l'altro più a levante e meriggio con le vecchie case signorili. Fra queste si evidenzia quella della famiglia Rossi, con un impianto a corte recinto da muro ed articolata, con gli edifici dipendenti, a due caratteristiche torri. Le strutture attribuibili al sec. XVI sono in pietra. La prima torre si erge maestosa su quattro livelli e relativo coperto in coppi impostato su un soffitto di gronda a classico motivo in laterizio disposto a dente di sega sovrapposto alla ritmica scansione a ""T"" intercalata dai fori per rondoni; a livello della colombaia è un secondo cordolo con motivi a dente di sega e lineare abbinati. Sui prospetti sud ed ovest sono due finestrelle a mensola concave riquadrate; alla base è un concio recante la data ""1670"" testimonianza forse di eventuali lavori ivi eseguiti. La seconda torre, più bassa, pur presentando elementi comparabili alle caratteristiche della prima, potrebbe anche riferirsi ad un periodo successivo quale i primi decenni del sec. XVII. Sulla sommità è posta una intelaiatura metallica con la campana. Un sottopasso architravato conduce alla parte posteriore del complesso dove è possibile ammirare la compostezza volumetrica ed architettonica tipicamente cinquecentesca. La corte interna straordinaria nel suo intimo raccoglimento presenta numerose tracce di luci ed arcate (di portici o loggiati) ora tamponate. Vi è anche annesso un oratorio della famiglia Rossi. In esso è da notare un bel quadro nell'altare raffigurante la Madonna della Ghiara in alto circondata da Angeli ed in basso S. Pellegrino e S. Apollonia. Sulla facciata dell'oratorio, a sinistra di chi guarda, è posta una pietra scolpita con la data ""1763"" ed il nome ""D. Antonius Bertolotti"" seguito da due linee di iniziali di difficile interpretazione. Non è stato possibile rinvenire, a causa probabilmente della fitta ed invadente vegetazione sul lato a meriodione, la pietra in bugnatura d'angolo citata dal Cremona-Casoli in un suo articolo del 1941 recante gli emblemi dell'arte muraria quali un martello, la cacciola ed un rettangolo (2). In una vicina casa è notabile, l'artistico portale ligneo intagliato a motivi floreali, siglato ""D-C"". Nelle altre unità edilizie rimangono diversi elementi riferibili al XVI-XVII secolo pur non presentando valori architettonici di particolare rilievo. |