| | Vi sorgeva l'importante Rocca di Tiniberga. La prima menzione risale al 1107 con la vendita della rocca fatta da Bernardo, Guido e Lanfranco detti da Crema a Rainero, Conte di Castellarano e a Gherardo, a Branca ed ai loro fratelli detti di Corrado. Nello stesso anno la Contessa Matilde appare detenere un quarto del castello. Diversi sono i passaggi del possesso nel corso del XII secolo (1). Nel 1198 essa figura in potere dei Signori di Magreta, nel 1264 acquistata da Manfredo della Rosa, Signore di Sassuolo (2) ed in seguito, nel 1311, dai Fogliani. L'anno 1373 Bernabò Visconti assicurò a Guido Savina da Fogliano la ""Roccha Tiniberga cum villis de Caderoza et de Caxallo"". A questi subentrò la famiglia di Gesso la cui ultima discendente Antonia nel 1422 cedette al Marchese Nicolò III tutti i diritti (3). Con il dominio estense, nel 1432, ne viene investito Jacopo Giglioli ma la rocca non è più esistente. Successivamente la località passò con il castello e le terre di S. Valentino, in feudo alla famiglia Sacrati (4). Una chiesa di S. Pietro della stessa Rocca compare alla metà del XIV secolo. Nel 1456 la chiesa è sotto la giurisdizione di Castellarano. Nel 1538 è detta di ""Rocca Limberta"" di S. Valentino; dopo la metà di questo secolo non se ne trova più menzione (5). Ai giorni nostri è riscontrabile un fabbricato ampiamente ristrutturato che presenta tuttavia, nell'impianto strutturale dei muri massicci con paramento a scarpa, precisi riferimenti ad un'antica origine. |