Su strada di Porta Castello, oggi via L. Ariosto, al posto del monastero e della Chiesa di S. Ilario furono costruite nel 1909 due case operaie. Sono adibite ad alloggi popolari, segno che la loro natura di utilità sociale si è mantenuta nel tempo. Si tratta di due palazzine gemelle, di fattura ottocentesca piuttosto alte, quattro piani ciascuna con seminterrato, ma snelle: il prospetto principale che si affaccia sulla via è ben più lungo di quello trasversale e questo contribuisce a garantire una certa eleganza nelle proporzioni. Sottoposte a interventi di manutenzione recenti, hanno i profili di porte, finestre, modanature e fasce marcapiano tinteggiati di bianco mentre i muri sono di un gradevole ocra che ben si adatta alla integrazione urbana. Le palazzine hanno tre vani scala di distribuzione ai piani e agli alloggi: sono originali ma sono state manutenute. Ogni portone con finestra in sopraporta è inquadrato, in facciata, da due elementi: un portale rastremato, appoggiato su bassi zoccoli di marmo, e ai piani, da una partitura raddoppiata delle finestre. E’ elegante questa soluzione che non usa elementi tridimensionali o volumi per segnalare gli ingressi, si limita a cambiare il ritmo delle aperture e a accoppiarle, le fattezze e le dimensioni non cambiano, quando si trovano sulla fascia dei portoni. Le cornici delle finestre hanno piccoli davanzali ed orecchie agli angoli superiori; quelle del primo piano hanno un elemento di difformità nelle riquadrature a contrasto che si stagliano sotto la loro sagoma, mentre quelle dell’ultimo piano hanno la cornice monca in quanto montano solo orecchie e architrave ma il progettista ha usato il garbo di legare una finestra con l’altra attraverso una fascia sottile che corre lungo tutte le facciate; sembra il disegno, in scala urbana, di una greca decorativa. Quattro modanature giganti verticali a contrasto si sviluppano in verticale su tutto il corpo di fabbrica: due a libro si piegano sugli angoli esterni, due dividono il prospetto lungo in tre campi; la finitura prevede due piani a bugnato liscio, l’ultimo invece è di tipo liscio. Gradevole elemento di chiusura dei volumi il cornicione sotto il tetto in cui tante mensoline, ben ravvicinate, si stagliano sopra una fascia a contrasto mentre sorreggono una trabeazione; fascia e trabeazione hanno, per altro, la stessa dimensione in altezza. E’ evidente la volontà e la riuscita capacità di dare un senso di decoro e dignità a due palazzine adibite ad ospitare famiglie di operai. Un corpo di fabbrica di servizio si trova tra le due palazzine, dentro allo stretto cortile, è adibito a centrale termica ed è certamente contemporaneo per costruzione vista la congruità dello stile.
(scheda a cura dell'arch. Rosaria Petrongari, dicembre 2011)